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Progetto ECM Sinergia dalla flebologia alle dislipidemie passando per l’aderenza terapeutica

Progetto ECM Sinergia dalla flebologia alle dislipidemie passando per l’aderenza terapeutica
9 Febbraio 2019
Inizio iscrizioni
6 Novembre 2018
Fine iscrizioni
8 Febbraio 2019

Posti

--

Accreditato il

6 Novembre 2018

Crediti

4

Ore formative

4

Località

Cinisello Balsamo (MI)

Prezzo

Gratuito

Posti esauriti.

Si definisce skyline (letteralmente “linea del cielo”) il profilo del panorama delineato dagli edifici di una città e dai loro punti più elevati (guglie, antenne, grattacieli o altri edifici che spiccano in altezza). Il termine “skyline” utilizzato in questo corso vuole sottolineare l’importanza di una visione di insieme di tutti i fenomeni che interessano l’uomo, come singolo individuo e come parte di una collettività: l’occhio inevitabilmente indugerà da subito sulle guglie del profilo, ma all’attento osservatore non sfuggiranno i profili anche degli altri edifici che compongono la “linea del cielo”.

Traslando l’immagine di skyline nella distribuzione dei livelli di rischio in una popolazione, potremmo identificare in guglie e antenne i pazienti a rischio cardiovascolare elevato o molto elevato e nel profilo degli edifici meno appariscenti - che però ospitano la larga maggioranza degli abitanti - la popolazione di soggetti con un profilo di rischio minore. Fuori dalla metafora, il rischio cardiovascolare risente inevitabilmente di comprensibili cali di attenzione da parte del medico legati al continuo progredire delle conoscenze e dei più o meno rilevanti mutamenti delle raccomandazioni che da essere derivano. Il rischio cardiovascolare riveste particolare importanza, anche economica e sociale, considerando che le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di mortalità nei paesi industrializzati e si prevede che lo diventino anche nei paesi in via di sviluppo entro il 2020. Nel nostro Paese le malattie cardiovascolari costituiscono uno dei più importanti problemi di salute pubblica per il loro rilevante impatto in termini di morbilità, mortalità e disabilità: chi sopravvive ad un evento cardiovascolare acuto diventa spesso un malato cronico con notevoli ripercussioni sulla sua qualità della vita e sui costi diretti e indiretti che la società deve affrontare.

Un’attenta valutazione del profilo di rischio dell’individuo, senza tralasciare di porre la giusta attenzione anche ai livelli meno eclatanti di rischio, rappresenta la solida base di partenza per una definizione dell’approccio terapeutico di volta in volta più adeguato. La valutazione del rischio cardiovascolare nell’assistito ricopre particolare importanza all’interno delle attività del medico di medicina generale (MMG). Un’attività strutturata e proattiva in tal senso può determinare un più efficace trattamento dei fattori di rischio cardiovascolare, una più precoce individuazione di eventuali danni d’organo con conseguenti interventi mirati e una riduzione di incidenza di eventi fatali e non fatali. Tra i diversi fattori di rischio modificabili, la dislipidemia e la malattia venosa cronica (MCV) presentano una notevole predittività per eventi e devono essere adeguatamente trattate, avendo cura di raggiungere per ogni paziente il target desiderabile in relazione al suo livello di rischio cardiovascolare. Alla MVC, nonostante sia una malattia importante sul piano epidemiologico, ancora insufficiente attenzione viene dedicata ad un affronto medico su criteri di best medical therapy, a causa di motivazioni ormai superate: la presunta benignità della MVC e la priorità terapeutica chirurgica della stessa.

Il tema centrale di approfondimento è pertanto la fondamentale importanza di un colloquio concreto e operativo tra lo specialista e il medico del territorio su dislipidemie e malattia venosa cronica e sul valore dell’aderenza terapeutica nel singolo individuo. La discussione tra docenti e discenti sarà facilitata dalla suddivisione dei partecipanti in due gruppi di lavoro.