Diritti e doveri degli Specializzandi: facciamo chiarezza

28 Febbraio 2019

Il medico specializzando è, secondo il Codice Penale, un medico abilitato con l’obbligo deontologico e giuridico di intervenire, secondo scienza e coscienza, in caso di urgenza.

Lo specializzando ha il dovere di seguire le attività didattiche predisposte dalla Scuola di appartenenza e ad attenersi alle istruzioni dei tutor. In che modo, però, è vincolata la sua autonomia professionale alle direttive del tutor? E come si modifica la responsabilità assistenziale con la progressiva acquisizione della capacità professionale durante la specialità? In che misura lo specializzando si deve attenere a linee guida e buone pratiche clinico-chirurgiche?

Può lo specializzando attendere alla raccolta del consenso informato oppure è dovere del medico curante? Di fatto, i diritti degli specializzandi sono concretamente rispettati? Non sempre le Università assolvono tempestivamente all’obbligo contrattuale di provvedere al pagamento della quota variabile del trattamento economico (differenziata per tipologia di specialità, per sua durata e per anno di corso).

È possibile in questi casi pretendere gli interessi maturati? Il diritto a svolgere, fuori dall’orario prescritto per le attività didattiche e pratico-formative, la professione intramuraria è osservato? Il Professor Francesco Ciro Rampulla, Ordinario di Diritto Amministrativo dell’Università degli Studi di Pavia, fa chiarezza sulle Scuole di Specialità e su diritti e doveri dei medici specializzandi su Riflessioni Universo Pediatria (https://www.riflessionipediatria.com/it/index.aspx), Responsabile Scientifico Professor Gian Luigi Marseglia.