Febbre e mal di gola: perchè non abusare degli antibiotici

4 Dicembre 2018

Mal di gola, febbre, difficoltà nella deglutizione e tosse sono i disturbi che più spesso ci spingono ad assumere antibiotici. Spesso riponiamo in questi farmaci le nostre speranze di una pronta guarigione ma altrettanto spesso si tratta di speranze mal riposte. L’abitudine purtroppo diffusa di assumere antibiotici alla prima avvisaglia di mal di gola va, infatti, fortemente sconsigliata perché nella larga maggioranza dei casi si tratta di un’infezione sostenuta da virus, microrganismi insensibili agli antibiotici.

Rhinovirus, virus influenzali e parainfluenzali, ed adenovirus sono colpevoli di circa il 60 per cento dei mal di gola che si registrano ogni anno. Le infezioni batteriche sono decisamente meno comuni di quelle virali. La tendenza all’assunzione “disinvolta” di antibiotici, purtroppo molto diffusa nel nostro Paese, ha come inevitabile conseguenza la progressiva riduzione dell’efficacia di questi farmaci preziosi per la nostra salute.

Questo fenomeno, noto come antibiotico-resistenza, è un rischio reale per la salute pubblica perché riduce progressivamente il nostro armamentario terapeutico per combattere le infezioni. Il largo utilizzo di questi farmaci, non solo in terapia umana ma anche in veterinaria e nella zootecnia, ha portato allo sviluppo sempre più massiccio di ceppi batterici antibiotico-resistenti, rendendo problematico il trattamento delle infezioni non solo a livello ospedaliero ma anche a livello territoriale. Il problema appare ancor più preoccupante se si considera che mentre nel passato il fenomeno dell’antibiotico-resistenza veniva contrastato da una maggiore disponibilità di farmaci nuovi e più potenti, oggi questa disponibilità non c'è e non è prevedibile che ci possa essere negli anni a venire.

Negli ultimi anni l'antibiotico resistenza è così passata da un semplice fenomeno di studio ad un vero e proprio problema di sanità pubblica in termini di controllo delle infezioni batteriche e in termini di costi sociali. Si stima che circa 25.000 morti ogni anno siano causate dell'antibiotico-resistenza con un costo per la collettività in spese sanitarie e perdita di produttività che si stima in circa un miliardo e mezzo di euro. Secondo alcune proiezioni “terrifiche” nei prossimi venti anni molti pazienti potrebbero morire a causa di banali infezioni contratte nel corso di operazioni di routine per la mancanza di antibiotici efficaci.